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Antico Chiostro di ingresso al Convento Certosino

Nella seconda metà del secolo XII sono stati fondati numerosi nuovi complessi monastici tra i quali quello di Sant’Andrea della Certosa. Nel 1199 venne costruita la prima chiesa, edificata sfruttando alcuni isolotti emersi posti a ridosso del litorale di San Niccolò di Lido. Abbandonata dagli Agostiniani nel 1419, l’isola  ospitò  i  Padri  Certosini  di  Firenze  che  restaurarono  gli edifici, aggiunsero nuove costruzioni, tra cui 15 celle organizzate attorno ad un chiostro, e ricostruirono la chiesa che venne ornata con opere di grandi maestri tra cui il Tintoretto.

La struttura insediativa e morfologica del territorio era caratterizzata da un lungo canale che attraversava longitudinalmente l’isola differenziandola in due parti: a nord la zona di pertinenza dei coloni e a sud quella dei monaci. La vita nell’isola era incentrata sul monastero. Due erano gli accessi via acqua: uno di servizio, con la cavana per la raccolta di vivande e il trasporto di generi di prima necessità, il secondo pubblico attraverso un viale alberato tramite il quale si poteva accedere al chiostro dei conversi e poi alla chiesa. L’isola nel XVI secolo presentava alcuni punti di riferimento definiti e riscontrabili anche nelle sue fasi successive: il complesso del monastero con annessa la chiesa quale centro liturgico, i chiostri per la vita sociale, la cavana punto fondamentale di arrivo per le imbarcazioni, un’ampia casa colonica con funzione di ritrovo dei lavoratori della comunità.

Nel 1807, in seguito all’occupazione di Venezia da parte dei francesi, i monaci della Certosa di Venezia furono trasferiti presso il convento del Bosco del Montello. A seguito degli editti napoleonici l’isola cessò forzatamente l’uso conventuale, fu spogliata delle sue opere d’arte e venne destinata all’utilizzo militare.   

 

Interventi di manutenzione al Chiosco Certosino

Chiostro Certosino